Chi siamo

La ricerca storica su Cellelager ha avuto origine molti anni fa, nel 1995 quando sono state ritrovate 570 lettere di Giuseppe Denti, inviate dal fronte e dalla prigionia alla moglie e alle figlie, oltre a disegni, acquerelli e quaderni, un vasto materiale fino ad allora ignorato. Ad un tratto emergeva, dopo ottant’anni, improvvisamente e inaspettatamente un corpus che dava conto della vita di un soldato, in questo caso un ufficiale, che aveva affrontato le più diverse esperienze della grande guerra: dall’addestramento alla trincea, dagli assalti ai momenti di riposo nelle retrovie, dalle ferite alle licenze, dalla prigionia nei Lager tedeschi al ritorno a casa. Soprattutto la ricca documentazione relativa ai quattordici mesi di prigionia Cellelager ha prodotto una ricerca specifica, rintracciando notizie sugli altri ufficiali protagonisti e svelando così una pagina tragica e dimenticata della grande guerra. Rolando Anni, Mariuccia Cappelli e Carlo Perucchetti, protagonisti allora con i propri familiari della scoperta, condividono oggi il progetto del sito Internet su Cellelager, con Lauro James Garimberti, Alessandra Ghidoli, Maria Neroni e Silvia Perucchetti.

Per contatti:
cellelager@gmail.com | carlo.perucchetti50@gmail.com

Il team di ricerca

Rolando Anni, docente di Letteratura e cristianesimo presso l’ISSR dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, segretario scientifico dell’Archivio storico della Resistenza bresciana e dell’Età contemporanea della medesima Università. Fa parte del “Centro Studi Musica e Grande Guerra”. Studia la prima guerra mondiale, il Fascismo, la Resistenza, la Ricostruzione, la musica klezmer e i canti yiddish della cultura ebraica dell’Europa orientale. Tra le sue pubblicazioni: G. Denti, Siamo qui come le foglie. Lettere, immagini e note dal fronte e dalla prigionia. 1915-1918, a cura di Rolando Anni, prefazione di A. Monticone, Grafo, Brescia 1997; Storia della Resistenza bresciana. 1943-1945, Morcelliana, Brescia, 2005; Dizionario della Resistenza bresciana 1943-1945, Morcelliana, Brescia, 2008 (2 voll.); R. Anni, Carlo Perucchetti, “Questa notte c’è musica”. Musica e grande guerra, in La società italiana e la Grande Guerra, a cura di G. Procacci, Annali della Fondazione Ugo La Malfa, XXVIII, Gangemi editore, Roma, 2014, pp. 385-403. Nel 2013 ha promosso e ideato la mostra Prigionieri dimenticati, soldati italiani nei lager della Grande Guerra. Ha curato Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918, Gangemi Editore, Roma 2015.

Mariuccia Cappelli da anni si occupa di ricerche archeologiche e storiche, in particolare di storia orale del Novecento con approfondimenti delle tradizioni popolari e della vita contadina. Nel 2013 è promotrice e ideatrice della mostra Prigionieri dimenticati, soldati italiani nei Lager della Grande Guerra (2013) e Trincea (2014). Fa parte del “Centro Studi Musica e Grande Guerra”. Ha curato Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918, Gangemi Editore, Roma 2015.

Lauro James Garimberti ha lavorato a lungo per un’importante azienda bancaria. Da circa trent’anni si interessa alla storia della Grande Guerra e in particolare agli aspetti della vita quotidiana in trincea. Iscritto alle più importanti associazioni del settore, conduce ricerche sulla linea del fronte italo-austriaco, in specie sul versante dolomitico. Con la sua ricca collezione di reperti ha allestito il museo Il nemico era come noi a disposizione del pubblico per attività didattiche e per frequenti mostre temporanee; è promotore e ideatore delle mostre Prigionieri dimenticati. Soldati italiani nei Lager della Grande Guerra (2013) e Trincea (2014). Fa parte del Centro Studi Musica e Grande Guerra. Ha curato Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918, Gangemi Editore, Roma 2015.

Maria Neroni ha una formazione artistica espressa in trenta anni di attività di progettazione edilizia, di studio e restauro di edifici storici e di design d’interni. Attività che l’ha portata nel tempo ad accostarsi anche all’artigianato artistico valorizzato in provincia di Reggio Emilia dall’Associazione Ars Canusina. Negli ultimi anni sostiene attivamente la ricerca storica sulla Grande Guerra, cura l’immagine grafica e la progettazione degli eventi espositivi proposti sul territorio. Collabora con il museo Il nemico era come noi; è promotrice e ideatrice della mostra Prigionieri dimenticati, soldati italiani nei lager della Grande Guerra. Ha curato Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918, Gangemi Editore, Roma 2015.

Carlo Perucchetti. Musicista, violinista, già professore d’orchestra della Filarmonica Toscanini. Si è dedicato allo studio del canto popolare, pubblicando diversi studi, e di nuove forme di concerti elaborando programmi inediti per la Fondazione Toscanini e l’Ensemble Il Teatro delle Note. Da circa vent’anni si occupa della musica al tempo della prima guerra mondiale, fonda l’associazione Centro Studi Musica e Grande Guerra di cui è vicepresidente. Crea e organizza approfondimenti storico-musicali, spettacoli, conferenze-concerto e partecipa a convegni internazionali su questo tema. Nell’agosto 2014 partecipa al convegno organizzato dalla British Library dedicato a “Musica e Prima guerra mondiale”, con l’intervento Musica e musicisti italiani nei campi di concentramento della Grande Guerra. Il caso di Cellelager.
Nel 2015 partecipa come relatore a convegni organizzati dalle Università di Padova e di Roma. Tra le pubblicazioni: Rolando Anni e Carlo Perucchetti, “Questa notte c’è musica”; Musica e grande guerra, in La società italiana e la Grande Guerra, a cura di G. Procacci, Annali della Fondazione Ugo La Malfa, XXVIII, Gangemi editore, Roma, 2014 E’ promotore e ideatore di mostre quali: nel 2013 Prigionieri dimenticati, soldati italiani nei Lager della Grande Guerra con relativo programma musicale dedicato alla Musica dalla prigionia. Nel 2014, Trincea. Soldati tra vita e morte nella Grande Guerra e relativo programma musicale Si sente il cannone che spara. Ha curato Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918, Gangemi Editore, Roma 2015.

La mostra 2018 a Celle

Scopri la mostra dedicata ai prigionieri italiani
(Celle, Bomann Museum, fino all’11 novembre 2018)

Reportage fotografico completo

Gallery di anteprima:

Rassegna stampa:

 

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