Poesie

Nei diari e taccuini riportati dagli ufficiali italiani prigionieri a Cellelager sono presenti numerosi componimenti poetici e in rima.
Se ne riporta qui una prima lista, ordinata per autore con titolo e incipit:

4 la poes.

Enrico Achilli, L’addio del Ghefanghenen

ACHILLI ENRICO
L’addio del Gefanghenen “Addio, mia bella addio”
Nell’attesa “Del come e del qualmente trascorro in questa vita”
Piccole novità! “Colleghi miei carissimi vi voglio raccontare”
Preghiera del Gefangene “O mio Signor che in cielo ve ne state”

AUTORE IGNOTO
Completo di Tecoppa “In tempi non lontani”
Dalla rivista “Sarei stato davvero felice”
Finale Brunetto: “Questi cani che v’han dato”
La canzone del partente “Se parto se resto”
La falce  “Quella che passa e luccica stridendo” Sonetto
Lapide per i morti al campo di Celle  “Nos patriae fine”
Luntananza “Marì che t’aggio a scrivere”
(8 settembre 1918)
Luntananza gelosa! “So diece mise ca sto carcerato”
Me manca tutto… “Chistu cielo è sempe nire”
(8 settembre 1918)
Risveglio “Or nel silenzio fresco mattutino”, sonetto
Inno degli imboscati “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”
Invettive “Oh che l’anima vola al creato”
Il concerto Gefangenen “Fanno le nostre ombre alto appello”
Io t’aspettai”, versi vari
Questi carmi che v’han dato”, versi vari
Se parto se resto”, versi vari
Il decalogo del prigioniero “Odia il tedesco sempre”

BARBIERI ALFREDO
Ricordi, amico “Ricordi, amico, là nella sonante stretta vallata”

BERTAZZOLI G. B.
La Celebrazione, nell’anniversario di Caporetto
Il messaggio “Figli d’Italia cui l’eterna dea”

Ugo Betti, Canzonetta da Il re pensieroso (I strofa)

Ugo Betti, Canzonetta da Il re pensieroso (I strofa)

BETTI UGO
Il re pensieroso, raccolta di 39 poesie iniziate a scrivere a Cellelager nel 1918
(Fratelli Treves, Milano 1922)

BINI CIMA GEO
Io sono uno strano poeta
(27 dicembre 1918)

BENVENUTI ROBERTO
Spinti così con sciabole “da don Peppe Basta”
(6 dicembre 1918)

CALI’ GIOVANNI
In quest’esilio
“In quest’esilio insieme abbiam sofferto”

CASELLA ALBERTO
Artiglieria “Artiglieria, figlia de l’officine” (30 giugno 1918)
La canzone dell’esilio “Oggi non al ricordo ed al rimpianto”
La Tragigefangenen Comoedia “Nel terzo del cammin”
La Signorina del Lager – scherzo melodrammatico in un atto

CAVASASSI ARMANDO
Er Sor Capanna Gefangen “Da ‘r giorno che m’han fatto priggioniero”

CECCARELLI GIUSEPPE
Satire “Nel bel mezzo del campo han costrutto”
Domani “Se oggi domandi quarche cosa” Cellelager (7 febbraio 1918)
Er lupo e l’agnello “L’antro giorno un ufficiale”
Er porco, Dialogo d’occasione “Un porco che magnava”
Il primo pacco “Quando ch’io ho potuto scrivere a casa”
La cartolina a casa “Cara sposa, sto bene, già l’ho detto”
La sbobba “Quali colombe dal desio chiamate”
La storia dell’Aspirante “Un giorno ch’er ministro de la guera”
Nostalgia – Nevica de notte “Ho girato de notte…nevicava!”
Er dopo guera!… / Conferenze sulla guerra / Nostalgia “Da quanno che mi trovo drento Celle” (gennaio 1918)

D’AGOSTINO G.
O miedico de’ morte “Che brutta cosa… ch’epoca… che gente”
O Napulitano a Cellelager “Che lengua, mamma mia” (1918)
Povero Ammore! “’A canzone d’a nustalgia” (8 settembre 1918)

D’AMBROSIO VINCENZO
Aicardi “Intorno al campo muto”
Tesoro
“Con me portai” (23 dicembre 1917)

DINUCCI ALBERTO
A Lucca “ Nella brulla campagna che d’intorno” (12 luglio 1918)
Voci di patria “Lo squillo, Italia, delle tue fanfare”
Il Sirventese della Resurrezione “Ed ora, Italia”
Sotto un ritratto di Wilson

FACCIOLI CLEMENTE
Anca coi oci averti… “Mi me svejo che dorme ancora el galo”
Anniversario ovvero Viole “E un’altra primavera vola via”

FIORENTINO GIOSUE’
Esilio “Tu erri lontana dal campo vasto” (21 maggio 1918)

FRISETTI GIAGOMO
Inno della baracca 93A “V’è nell’ampia deserta brughiera”
Ad un pittore “E se, pittore, col pennello mai”

GUIDA GIOVANNI (JOHN)
Cielo turchino (Turnammece!) “’A canzone d’a nustalgia!

LANZA A. C.
Tacitae per amica silentia vitae “Or io vivo…”

MARCIALIS TULLIO
Canti della trincea, dell’esilio e della purificazione, 24 poesie da Rastatt e Cellelager (pubblicato da Sasi Editrice, Roma, senza data)

ORZI GUIDO (Guizzi Vari)
Cellelager, Natale 1917 “La terra dei vivi”
ESS “Sua Maestà la sbobba” (gennaio 1918)
Gefangen “Sa di fango e di fame e sangue” (gennaio 1918)
Spirale “Non so chi dilatò la notte”

PACCETTO
Ora ci tenne! “Culumbine a paci è certa”

POMILIA NINO
Aspiettame “Quanno l’oscurità vide ca scenne” (8 settembre 1918)

RUOZI INCERTI ANGELO
Canto di Orfeo “Entusiasta nel cantar” (attribuito)
Canzone dell’Aspirante “Sono ufficiale fino a un certo punto”
ABCD, rivista satirico-umoristica
Apoteosi  dell’ABCD, rivista satirico-umoristica
I culinari “La ricetta la ricetta”, su musica di Franz Lehár

SCIAINO GIUSEPPE
Celle “Anche nel nome porti la tristezza”
Labbruzze rosa “Labbruzze rosa tormentate

SPAGGIARI A.
Cellelager, ballata romantica “A tre leghe da nordica villa”

TAMBURLINI A.
Giugno MCMXVIII “Già la speme del tempo passato”
Inno “Là sull’Alpe, sul piano, sul mare”
O luci chiare “O luci chiare del radioso maggio” (luglio 1918)

ZORZI ETTORE
In memoria di G. Battista Aicardi “Celebrato sia ovunque il tuo martiro” (4 giugno 1918)

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