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 Sabato 22 ottobre 2016, ore 16.30
Como, Conservatorio di musica “Giuseppe Verdi”,
Salone dell’organo (via L. Cadorna, 4)

Partecipazione al Convegno
XXIII Convegno annuale
della Società Italiana di Musicologia

Nell’ambito della sessione
Dalla Belle Époque alla Grande Guerra: la ricerca di un’identità musicale
presieduta da Guido Salvetti

Carlo Perucchetti relatore dell’intervento
Echi di Belle Époque nei Lager della Grande Guerra.
I casi di Sigmundsherberg, Mauthausen e Cellelager

Convegno Como

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Carlo Perucchetti
Echi di Belle Époque nei Lager della Grande Guerra.
I casi di Sigmundsherberg, Mauthausen e Cellelager

La presenza della musica nelle esperienze concentrazionarie è ampiamente documentata: durante la I Guerra Mondiale sono numerose le testimonianze al riguardo, fornite dai musicisti stessi tramite disegni, diari, taccuini, fotografie, lettere e – più raramente – musica manoscritta; la pratica musicale nei campi di prigionia per soldati e ufficiali italiani è attestata in forme diversificate a seconda dell’organizzazione e della struttura dei campi stessi. I campi di Sigmundsherberg, Mauthausen e soprattutto Cellelager costituiscono casi esemplari per ricchezza di materiale documentario: le fonti sono i diari, i quaderni personali, i fogli giornalistici del campo e le tante fotografie portate a casa dai prigionieri. Dalla lettura e dall’analisi delle decine di programmi musicali attestati nei vari Lager, sostenuti da solisti, complessi bandistici e orchestrine, si desume la prevalenza di esecuzioni di opere che ebbero grande fortuna nei primi anni del Novecento, in buona parte riconducibili al clima e al periodo della Belle Époque, quasi un tentativo di ricondurre la propria vita in contesti di pace e di gioia di vivere, propri della società borghese europea di anteguerra. Oltre ai brani eseguiti riconducibili al repertorio (tra i due secoli) dell’opera, dell’operetta, della canzone e della musica da ballo, le fonti testimoniano anche una produzione originale dei diversi compositori prigionieri, produzione che si ispira a quello stile.
Gli autori coinvolti finora emersi dalla presente ricerca sono Lehár, Suppé, Offenbach, Nicolai, Moniuszko, Popper, Cerato, Fucik, Jones, Olsen, Waldteufel, J. Strauss figlio, Offenbach, Jessel, Pensotti, De Bériot, Sarasate, Michaelis, Tarditi; non meno significative le opere originali dei maestri di banda e compositori prigionieri internati a Sigmundsherberg (Pellottieri, Annetta, Consoli e Fantozzi), a Mauthausen (Bertoli, Carotti, Negri, Mugnone), a Cellelager (Denti, Berardi, Caligaris, Nardini).

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