Musica

 OPERE ORIGINALI DA RASTATT E CELLELAGER

Giuseppe Denti, opere dalla prigionia
(Rastatt e Cellelager, novembre 1917 – dicembre 1918)

Valzer in mi minore per pianoforte e archi; scritto nel “Campo dei russi” (Rastatt, 13 novembre 1917)
Vas Spirituale (Ne la coppa elegante), romanza per canto e pianoforte; testo di G. D’Annunzio (Rastatt, 18 novembre 1917)
Rose soavi rose romanza per canto e pianoforte; testo di Arturo Graf (Rastatt, novembre 1917)
Adagio e Corale (due brani) per organo o armonium (Rastatt, novembre 1917)
Momento Musicale in sol maggiore per pianoforte e archi (Cellelager, gennaio 1918)
Scherzo per pianoforte o pianoforte e archi (Cellelager, febbraio 1918)
Tempo di Valtzer in la minore per viola e pianoforte (Cellelager, febbraio 1918)
Mazurka in la minore per pianoforte o per orchestra (Cellelager, marzo 1918)
Valtzer in re minore, per pianoforte e 2 violini (Cellelager, aprile 1918)
Valzer all’aperto in mi bem. per orchestra o pianoforte e archi (Cellelager, 1918)
Maestoso quasi marziale in si bem. maggiore per pianoforte (Cellelager, 1918)
Tempo di Scottish per pianoforte (Cellelager, 1918)
Brano a Valzer in la minore per pianoforte (Cellelager, 1918)
Senza Titolo in re minore per pianoforte (Cellelager, 1918)
Tempo di Valtzer in la minore per viola, pianoforte e archi (Cellelager, 1918)
Andante e Rondò Pastorale con Allegro per organo (Cellelager, 1918)
La Lager Signorina scherzo melodrammatico in 1 atto, testo di Alberto Casella, musica di Giuseppe Denti e di Alceo Rosini (Cellelager, 1918)
A B C D operetta-rivista; testo di Angelo Ruozi Incerti (Cellelager, 1918)

denti-cartellone


Opere originali di altri Autori

(Cellelager, novembre 1917 – dicembre 1918)

Anonimo                      
Inno degli imboscati
(su musica dell’Inno di Mameli)
I Culinari (su musica di F. Léhar, dalla “Vedova Allegra”)

Agenore Berardi       
Alla vera sbobetta
marcia [musica perduta]
L’Appello scherzo [musica perduta]
Le chiacchiere di Bertacca polka
Ricordo nostalgico mazurka [musica perduta]
Posta e pacchi in arrivo scherzo [musica perduta]
Marcia [musica perduta]
2 Mazurke [musica perduta]
2 Valtzer 
[musica perduta]

Caligaris, Frisetti: Inno della Baracca 93

Caligaris, Frisetti: Inno della Baracca 93

Virgilio Caligaris  
Inno della Baracca 93A
, parole di Giacomo Frisetti (Cellelager, 20 settembre 1918)

Benedetto Di Ponio   
Povero ammore
, parole di G. D’Agostino
[musica perduta]
canzone partecipante al concorso “Piedigrotta” (Cellelager, 8 settembre 1918)

Edgardo Fenga
Aspiettame
, parole di Nino Pomilia (Cellelager, 1918) [musica perduta]

Giovanni Guida       
Cielo Turchino (Turnammoce)

parole di Giovanni Guida
canzone vincitrice del concorso“Piedigrotta”
(Cellelager, 8 settembre 1918)

Felice Nardini
Là sull’Alpe
inno, parole del Col. Tamburlini (Cellelager, giugno 1918) [musica perduta]

Alceo Rosini
La Lager Signorina
scherzo melodrammatico in 1 atto, testo di Alberto Casella, musica di Giuseppe Denti e di Alceo Rosini (Cellelager, 1918)
Zingaresca per violino e pianoforte [musica perduta]


MUSICA E MUSICISTI ITALIANI NELLA PRIGIONIA DELLA GRANDE GUERRA. IL CASO DI CELLELAGER

di Carlo Perucchetti
(estratto da “Voci e silenzi di prigionia, Cellelager 1917-1918”, ed. Gangemi 2015)

Nel novembre 1917 a Rastatt, al Russenlager e nella cosiddetta caponiera del Friedrichfeste, i musicisti presenti riuscirono a fatica a comporre alcuni brani musicali. Ad esempio il capitano Giuseppe Denti (di passaggio prima di arrivare a Celle) compose in un piccolo taccuino dove aveva tracciato il rigo a matita, un brano strumentale accorato e malinconico (Valzer in mi minore) e le romanze Rose soavi rose (su testo di Arturo Graf) e Vas spirituale su testo di Gabriele D’Annunzio. Il Tenente Marcucci scrisse il coro a 4 voci Canto del Prigioniero. Nella cappella del castello di Rastatt, durante la messa, Guido Sironi ricorda che:

uno dei presenti, il Ten. Rosini dei Granatieri, un violinista da poco uscito dal Liceo di Pesaro, si accostò allo Harmonium e suonò. Improvvisava, ed effondeva nella lenta, faticosa armonia, dalle gravi reminiscenze liturgiche, tutta la tristezza accorata e nostalgica della nostra anima dolorosa, l’elegia sanguinante e singhiozzante del nostro cuore perduto. […] In quella Chiesetta nuda e silenziosa, sotto la suggestione possente di quella musica, fioriva – anche nei non credenti – la più pura emozione mistica.

 A Cellelager, in cui confluirono dopo Caporetto, nel dicembre 1917, circa 2500 ufficiali italiani, la musica fu praticata in modo intenso nei quattro Blocchi in cui era suddiviso il campo. Erano presenti numerosi dilettanti e, in misura minore, musicisti professionisti, che lasciarono moltissime testimonianze.
Se i complessi bandistici, al fronte e in prigionia, vedevano la partecipazione soprattutto di braccianti, contadini e operai, le orchestrine degli ufficiali avevano componenti della piccola e media borghesia, spesso formatisi nei conservatori italiani.

A Celle furono costituite diverse orchestrine con molti strumentisti ad arco e dagli ampi repertori. Nei Blocchi A e D il complesso era diretto dal maestro Borghi e il violino di spalla era Mario Squartini, nel Blocco B l’orchestra, di cui esiste una fotografia, ha precise descrizioni nel diario di un suo componente, il Colonnello Noè Grassi. Nel Blocco C il complesso orchestrale, diretto dal maestro di banda Agenore Berardi, e il coro sono molto documentati per merito del loro ideatore ed animatore, il Capitano Giuseppe Denti, maestro di scuola elementare, pianista e compositore.
Nei suoi taccuini personali Denti catalogò e ordinò i volumi della biblioteca musicale, trascrisse e adattò varie opere agli organici strumentali del momento, annotò in elenco le musiche eseguite di volta in volta nei vari “concerti”, compilò la lista degli strumenti a disposizione, acquistati con una colletta degli ufficiali. In un quaderno è presente l’elenco completo degli strumentisti e dei coristi.

Gli spettacoli si svolgevano, per il Blocco C, nella sala mensa della baracca 33. Il repertorio era molto vasto, e spaziava dalla musica d’opera (quasi esclusivamente italiana, ma con la presenza anche di brani wagneriani), a quella sinfonica e cameristica (con opere di Chopin, Schumann, Mendelssohn, Offenbach). Denti compose non solo pezzi da far eseguire al complesso, ma anche brani strumentali e romanze rispondenti ad esigenze creative personali. Eseguito solo due volte è lo scherzo melodrammatico La Lager Signorina, su testo dello scrittore futurista pratese Alberto Casella, con musica scritta “a quattro mani” da Denti, cui si deve la prima parte di stile ottocentesco, e da Alceo Rosini, autore della seconda parte in stile pucciniano. Rosini, talentuoso violino solista, spalla dell’orchestra, eseguì spesso in duo con Denti pagine di Paganini, Sarasate, Mozart, Wienawski e una Zingaresca (andata perduta) per violino e pianoforte di sua composizione. Agenore Berardi compose diverse opere andate perdute per l’orchestra con titoli che rimandavano alla vita del Lager, tra cui La sbobba, Ricordo nostalgico, Appello, Posta e pacchi in arrivo e Le chiacchiere di Bertacca, di cui è stato ritrovato lo spartito. Anche il coro, sotto la direzione del Denti, partecipò agli spettacoli con l’esecuzione di famosi brani operistici verdiani tratti da Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Trovatore e Aida. Gli ufficiali tedeschi furono collaborativi per i progetti musicali, consentendo noleggi e acquisti a Celle di strumenti, partiture e accessori da parte degli italiani, che si autotassarono per lo scopo. Giuseppe Denti nel suo taccuino annotò: “Epifania, il tenente tedesco porta 16 corde per violino: 5 mi, 5 la, 3 re, 3 sol: importo marchi 12,45. […] Pago 75 marchi per un flauto”.

Il capitano Angelo Ruozi suona il zitar, una cetra da tavola evidentemente presente nel campo e ordina in un negozio di musica di Celle un album con spartiti di vari brani.
Il colonnello Grassi scrive: “Uscita nel centro di Celle per acquisto musica e sopraluogo per acquisto pianoforte da un privato che viene acquistato per 500 marchi.”

Non mancano però i problemi se sempre il Denti scrive “Se al concerto di stasera vengono i tedeschi fo una dimostrazione accusando debolezza per denutrizione.”

Noè Grassi, musicista dilettante, partecipa ai progetti orchestrali:

1 gennaio 1918. Concerto ufficiali Blocco C, per 4 violini, pianoforte, flauto. Uno dei violinisti sottotenente dei granatieri, suona divinamente [Alceo Rosini]; Programma: Marcia reale, inni patriottici, intermezzo della Traviata, duettino ultimo atto Bohème; nasce l’idea di fare un’orchestra di tutti gli ufficiali comune ai Blocchi.

E gli viene pure affidato l’accompagnamento musicale delle funzioni sacre nella cappella del Lager:

31 gennaio 1918, prova in chiesa di una messa di Hadler a due voci con accompagnamento di armonio e archi.
1 febbraio 1918, prova generale della messa offerta ai soldati che cambiano campo.
3 febbraio 1918, prima esecuzione della messa cantata di Hadler. Il cappellano tedesco si offre per acquisti musica sacra.
5 febbraio 1918, il cappellano tedesco consegna libri di mottetti, corde per mandolino, chitarra, catalogo musica sacra.
7 febbraio 1918, un soldato tedesco chiede di far parte dell’orchestrina come mandolinista e violinista.

 A Cellelager fu organizzato e andò in scena lo spettacolo “Piedigrotta”, incentrato sul repertorio delle canzoni napoletane tradizionali e su quelle, sempre in dialetto napoletano, composte durante la guerra, come ‘O surdato ‘nnamurato[10] che fu la canzone più cantata sul fronte italiano. La canzone vincitrice del concorso fu Cielo turchino (Turnammoce) composta da Giovanni Guida, altre furono Povero Ammore di Benedetto Di Ponio e Aspiettame di Edgardo Fenga.

La musica quindi fu sentita come necessità primaria per mantenere la propria identità, per stabilire rapporti, per condividere progetti, per fare passare il tanto tempo a disposizione di ufficiali lontani dalla patria e abbandonati da essa.

Il CD

CD Musica dalla prigionia - Booklet p. 8-1

CD Musica dalla prigionia (2015)

  • Musica dalla prigionia. Cellelager, 1917-1918
    Ensemble Musica e Grande Guerra
    1 compact disc – a cura di Centro Studi Musica e Grande Guerra, Reggio Emilia, © 2015
    collana Musica e Grande Guerra, 1
    Laura Crescini e Silvia Felisetti soprani | Luca Bodini tenore | Antonio Bonfrisco canto |  Gerardo Chimini organo e pianoforte |  Lorenzo Fornaciari e Alessandro Maruccia pianoforte |  Mario Mauro e Maurizio Daffunchio violini | Alessio Tedeschi violoncello |  Marco Vescovi tromba

Per info e acquisto: carlo.perucchetti50@gmail.com | Prezzo: € 10

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