Admeto Verde

La storia di Admeto Verde
a cura di Emanuele Verde


Admeto Verde

Admeto Verde

I protagonisti della storia che sto per raccontarvi sono un Direttore didattico, un Podestà, un maestro elementare, Admeto Verde e due fazioni avverse all’interno del Partito Nazionale Fascista locale. Siamo nella primavera del 1935 e (probabilmente) a seguito di uno screzio con tale Pasquale Cecchi di Mariano, allora Direttore didattico di Forio d’Ischia, comincia un’intensa attività ispettiva a carico del maestro elementare Admeto Verde.

Destinatario dei rapporti riservati della Legione territoriale dei carabinieri reali di Napoli,  del Provveditorato agli Studi della Campania e della Regia Questura è sempre l’Ufficio di Gabinetto di Sua Eccellenza l’Alto Commissario per la Provincia di Napoli, i cui dossier riguardavano anche le situazioni locali. Scrive il Tenente Colonnello Comandante Della Divisione:

Nel corso di accertamenti che ho dovuto personalmente praticare, mi è occorso di apprendere come a Forio la cricca dei precedenti dominatori della situazione locale, si avvalga dell’opera del maestro elementare Admeto Verde – fratello del rag. Italo e del centurione Giovanni che sono a Napoli – il quale, a mezzo dei fratelli e facendo fruttare le aderenze di questi ultimi, otterrebbe favori e contribuirebbe a mantenere in uno stato di tensione la situazione locale…
Riterrei pertanto opportuno – ai fini della tranquillità del comune – che il maestro Verde, al termine del volgente anno scolastico, fosse trasferito a sede fuori dell’isola d’Ischia.
Verrebbe così a cessare ogni ingerenza del Verde in luogo.

Ancora più dura la nota del 4 settembre:

«Si conferma il contenuto della nota riferendo che il Verde Admeto…durante la giovinezza ha condotto una vita sregolata e dissoluta, unitamente ai peggiori elementi di Forio che ancora oggi sono suoi amici. […] Quale insegnante si dimostra poco diligente e poco attivo. Anche durante le ore di lezione spesso si unisce a qualche collega di sua parte per conciliaboli beghistici, mentre poi nel periodo della caccia abbandona del tutto scuola e scolaresca, provocando lagnanze…È il più accanito nemico dell’attuale podestà di quel comune avv. Matarese Vincenzo, perché questi non ha mai voluto seguire l’indirizzo che – pel suo tramite – hanno suggerito i fratelli ragioniere Italo e centurione Giovanni, che avrebbero voluto così seguitare a avere il dominio assoluto in Forio e mantenere la rete di favoritismi… Il Verde, che pel passato fece parte del partito dell’avv. D’Ambra Giovanni, ex sindaco di Forio d’Ischia e noto socialista, s’inscrisse al partito solo nel 1926, non per fede fascista ma perché impostogli dai fratelli, per ragioni di opportunismo… Per le ragioni sopra dette e per la tranquillità di quel comune, si conferma la opportunità di un trasferimento del Verde Admeto ad altra sede lontana».

Il 10 settembre, su ordine della Prefettura, scatta l’indagine del Provveditorato agli Studi e le cose, per il maestro Admeto Verde si chiariscono.

«… In complesso dunque, pur riconoscendo che nelle accuse fatte non manca un fondo di verità, dalla condotta del maestro come dall’opera che da lui si compie non risultano tali gravi mancanze da autorizzare un processo disciplinare, e tanto meno una misura così grave come quella di un trasferimento per servizio…Si potrà tuttavia raccomandare al detto maestro di usare prudenza e moderazione nella sua attività di cittadino e di mostrare maggiore attaccamento al proprio dovere».

Il disegno del Direttore didattico e del Podestà fallisce. Anziché fuori dall’isola, il maestro Verde Admeto viene trasferito a Lacco Ameno. L’anno successivo, nel 1936, la situazione finalmente si mette a posto

L’esilio lacchese dura soltanto un anno e le accuse terribili che gli erano state mosse vengono ricondotte all’ambiente difficile del comune di Forio, come si legge in un rapporto della Questura del 1936, dove c’è scritto anche:

Nei confronti di Verde Admeto dal punto di vista politico nulla havvi a ridire, in quanto il Verde precedentemente alla sua iscrizione al P.N.F. (anno 1926) risulta essere stato uomo d’ordine.

 

Annunci