Mario Tarchi

La storia di Mario Tarchi
La nipote Francesca, che non l’ha mai conosciuto,
lascia che a raccontare la storia di Mario sia lui stesso


Mario Tarchi

Mario Tarchi

Ragazzo del 1896, qualche anno prima di morire, come avverrà nel 1954, scrissi un promemoria che ti propongo di seguito, quale estrema sintesi dei principali avvenimenti della mia vita.

Trovarmi qui, su queste pagine e ai tuoi occhi, mi riempie di orgoglio e mi riporta in vita, facendomi sentire ancora una volta giovanissimo come quando prestai giuramento al Regio Esercito in zona di guerra il 23 agosto 1916 quale Sottotenente di complemento dell’83° Reggimento Fanteria.

L’anno seguente ebbi la nomina a Tenente e, effettivo al 267° Reggimento di Fanteria, a Korite il 4 settembre una mia azione fece sì che nel 1918 il mio nome venisse iscritto per la prima volta tra i decorati del Nastro Azzurro (bronzo).

Questo lo seppi poi, perché come hai letto in precedenza, neanche due mesi dopo Korite mi aspettò un esito opposto, e fu così che conobbi Cellelager da cui rimpatriai ai primi del 1919.

Non solo mi venne riconosciuto il rango che mi spettava, ma successivamente, nel 1932, divenni Cavaliere della Corona d’Italia per benemerenze speciali. E dal 1937 fui in Cirenaica, Capitano del 157° Reggimento di Fanteria. A Bardia, tra la fine del 1940 e il 5 gennaio 1941 mi coprii di onore come tanti, ma non potemmo impedire la caduta della città e la nostra presa in prigionia.

Ancora una volta prigioniero, internato in India, da cui rimpatriai il 22 aprile 1946.

Alla soddisfazione di poter finalmente trascorrere il mio tempo insieme ai carissimi affetti (penso ai miei figli Piero del 1928, Paolo del 1930, Gianni del 1932 e Teresa del 1934 sempre lontano da loro – senza contare i periodi di richiamo alle armi del 1931, 1935 e 1936 – per gran parte della loro infanzia e continuativamente per quasi nove anni, dal 1937 al 1946) si aggiunse anche quella, ricevuta qualche mese prima di morire nel dicembre del 1954, di veder riconosciuto il mio nome iscritto per la seconda volta tra i decorati del Nastro Azzurro (bronzo).

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