Angelo Ruozi Incerti

Angelo Ruozi Incerti, ingegnere civile, pittore
(Reggio Emilia, 30 luglio 1881 – Milano, 1942)


Angelo Ruozi Incerti

Angelo Ruozi Incerti

Figlio di Pietro ed Enrica Giovanna Manini, Angelo Ruozi Incerti abita con i genitori, i due fratelli e la sorella a Reggio Emilia in via Tavolata; nella stessa via il padre gestisce il laboratorio di ebanisteria. Emilio e Riccardo continueranno il lavoro del padre e si segnaleranno per la realizzazione delle scenografie del Teatro Municipale di Reggio Emilia. Tutti sapevano suonare uno strumento, teatro e musica fanno parte della cultura famigliare.

La famiglia è benestante e permette ad Angelo di frequentare l’università a Torino e di laurearsi nel 1906 in scienze matematiche, fisiche e naturali. A Torino durante il periodo universitario conosce Maria Spampani che diverrà sua moglie nel 1907 a Pistoia e nel 1914, nasce la figlia Ada.

Dalla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, anno 1903, apprendiamo che è all’epoca sottotenente dei bersaglieri. Nell’aprile 1911 viene promosso capitano di fanteria.

Nel 1915 parte per la guerra, nel 1916, in forza al 156° Reggimento, rimane ferito. Nel 1917 è capitano di complemento del 155° Reggimento Fanteria (Brigata Alessandria); per il suo valoroso comportamento in guerra riceve la croce di Cavaliere dell’ordine di Danilo I di Montenegro e la promozione a maggiore. Il 24 ottobre 1917 è catturato, trasferito prima nel Lager di Rastatt e poi a Celle, nel Blocco C, baracca 62.

Della sua vita di prigioniero troviamo tracce nell’epistolario dell’amico Giuseppe Denti, negli acquerelli dipinti nel campo, nelle efficaci caricature di personaggi italiani e tedeschi, nei bozzetti per gli spettacoli musicali e nei testi per commedie di burattini, rappresentati a Cellelager, e nei burattini stessi custoditi con cura da una nipote di Reggio Emilia.

Giuseppe Denti e Angelo Ruozi Incerti (Bergamo 1924)

Giuseppe Denti e Angelo Ruozi Incerti (Bergamo 1924)

Scrive commedie quali ABCD, Rivokaputtazumluzione e Per la più grande Italia ovvero Sandrone Soldato (approfondisci); probabilmente recita nelle filodrammatiche nate nel Lager, data la grande passione per il teatro che ha coltivato anche finita la guerra. Abile disegnatore torna da Celle con un album che ritrae le varie situazioni del Lager. È citato nel Giornale di guerra e di prigionia di Carlo Emilio Gadda, quale abile caricaturista.

Rientra a Reggio Emilia dalla prigionia nel 1919, lavora per il Comune di Bibbiano (RE) diventandone nel settembre del 1920 tecnico in pianta stabile.

Numerosi i lavori progettati ed eseguiti: le strade vicinali-comunali di S. Giovanni e del Frascarino, la strada comunale dell’Enzola, compresi i due allacciamenti con la strada del Borgo, l’adattamento della strada della Villetta e la costruzione del viale del Teatro, le case popolari e il progetto degli asili a Bibbiano e Barco, il cimitero di Barco. Nel cartella di acquerelli proveniente da Cellelager c’è anche un progetto per il teatro comunale di Bibbiano in cui figurano la pianta, la facciata e le decorazioni ad acquerello. Non è nota la data di stesura di questo progetto, la carta utilizzata è la stessa usata nel campo di prigionia. Il teatro comunale voluto dall’Amministrazione socialista è terminato nel 1923, ma il progetto non è quello pensato da Ruozi.

In questi anni troviamo Angelo Ruozi attore nelle locandine degli spettacoli presentati dalla Filodrammatica di Bibbiano a testimonianza del suo amore per il teatro. Nel 1920 scrive Le Elezioni, commedia che ha come protagonista ancora la maschera reggiana di Sandrone.

"Per la figlia" al Teatro Zacconi di Montecchio (RE

“Per la figlia” al Teatro Zacconi di Montecchio (RE)

Con la presa del potere del fascismo il socialista Angelo Ruozi cade in disgrazia a Bibbiano e il nuovo sindaco Luigi Davoli, pure ingegnere, propugna una campagna di discredito su tutti i lavori progettati ed eseguiti in paese da Ruozi, che è attaccato pretestuosamente proprio sul suo operato. Le denunce fioccano dal 1924 al 1927, anno in cui il perseguitato Angelo Ruozi, si trasferisce a Roma per rientrare a Reggio solo nel 1933.

Dal 1936 risiederà definitivamente a Bibbiano. Dopo un lungo periodo di disoccupazione viene assunto alle Officine Reggiane, ma poi licenziato per aver cercato di tessere una rete di collegamento tra antifascisti. Le conseguenze della persecuzione politica lo fanno ammalare e muore a Milano, il 12 aprile 1942.

Il 13 ottobre 1946 Angelo Ruozi è commemorato nel teatro di Bibbiano dal sindaco Luigi Nebbiante Gonzaga e da Renzo Barazzoni. Il Comune di Bibbiano gli dedica una via.

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